A tu per tu con suor Monia Alfieri – POVERTÀ EDUCATIVA E DISUGUAGLIANZA.

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Puntata di mercoledì 7 aprile, ore 18.00

Con suor Monia ALFIERI e la partecipazione della sen. Maria Gabriella SAPONARA, capogruppo Lega in Commissione Istruzione del Senato.

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Un dialogo appassionante tra suor Monia Alfieri e la senatrice Maria Saponara su una problematica che sarà determinate nella costruzione della società post-covid: l’aumento della povertà educativa e, quindi, delle disuguaglianze sociali tra i giovani. Dopo un anno di pandemia, i dati non sono confortanti: la quota dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (i c.d. NEET) è salita al 23,9%. Preoccupante è anche la percentuale che riguarda la dispersione scolastica. Secondo l’Istat, infatti, il percorso formativo si è interrotto molto presto per il 13,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni. Ma “l’effetto covid” si è fatto maggiormente sentire dal punto di vista economico, con 1,3 milioni di minori che vivono in stato di povertà assoluta. La chiusura ad oltranza delle scuole e il conseguente ricorso alla didattica a distanza ha reso ancora più iniquo il sistema scolastico. All’inizio del 2020, un terzo delle famiglie italiane non disponeva di computer e accesso a Internet da casa. Ergo, in questo anno di pandemia a migliaia di giovani è stato negato il diritto all’educazione. E ad essere più colpite sono state le famiglie con fragilità economiche, soprattutto quelle che vivono al Sud. Difatti, nell’ultimo anno si è registrato un aumento del gap tra le famiglie del Mezzogiorno rispetto a quelle del Nord: un divario di 10 punti percentuali, 3 in più rispetto al 2010.

Come si possono risolvere queste criticità? Restituendo ai giovani il diritto di apprendere e alle famiglie il diritto alla scelta educativa. Per suor Monia non basta riaprire le scuole, c’è bisogno di una riforma epocale del sistema scolastico. Anzitutto, la scuola non dovrà essere più considerata un contenitore ma un luogo di contenuti, attraverso cui i ragazzi possono incontrarsi, confrontarsi, fare esperienze, sperimentare i propri limiti così come una sana competizione. Tutti insegnamenti che non possono essere trasmessi attraverso un pc.

Da dove cominciare? A fare la differenza, rispetto al passato, è ( o sarà) il nuovo governo di unità nazionale. Secondo suor Monia, fino a questo momento è mancata una politica forte in grado di attuare una riforma “scomoda”: quella che dovrebbe togliere potere proprio a quei “poteri clientelari” che fino ad oggi hanno prosperato nel sistema attuale. Occorre, quindi, tutta la trasversalità possibile. “C’è bisogno di una vera compartecipazione” – ha affermato suor Monia – “capace di superare le ideologie e gli interessi di parte”. Insomma, questo è il momento giusto per attraversare quel ponte che, idealmente e concretamente, ci condurrà verso quel futuro fino ad ora solo auspicato.

Ci vorrà del tempo, ma qualcosa nelle sedi Istituzionali già comincia a cambiare. La senatrice Maria Saponara ci ha edotto circa le scelte effettuate dal nuovo Esecutivo in merito all’ampliamento dell’offerta formativa. Nel decreto Sostegni sono stati destinati all’istruzione ulteriori 300 milioni di euro, ed è stato altresì previsto un incremento di 35 milioni di euro al Fondo per l’acquisto di dispositivi destinati alla didattica digitale. L’aspetto più interessante, riguarda la discussione sulla riforma del sistema scolastico, a cui stanno lavorando praticamente tutte le forze parlamentari che sostengono l’attuale governo di unità nazionale. Una riforma che dovrebbe includere anche l’obbligo scolastico per la fascia d’età da tre a sei anni ( e il correlato potenziamento degli asili nido), il superamento della dicotomia tra scuola pubblica e scuola paritaria, così come la garanzia del diritto all’istruzione senza distinzione per area geografica. L’aspetto più innovativo di questo nuovo approccio politico riguarda lo sviluppo di un sistema educativo “oltre la scuola”, mediante i c.d. accordi educativi globali o territoriali. In pratica, ci si è finalmente resi conto che la cultura e l’apprendimento non iniziano e finiscono con la scuola, ma si propagano tutto attorno a noi. C’è quindi bisogno di un’alleanza tra il territorio, il Terzo settore, gli enti ecclesiastici e culturali, per creare opportunità di apprendimento e stimolare la curiosità creativa dei giovani.

Le fondamenta che dovranno sostenere il futuro delle nuove generazioni, stanno per essere costruite. Affinché il cambiamento vada a buon fine – ci ricorda suor Monia – bisogna “vigilare” e non farsi incantare dalla seduzione della politica illusoria e ingannatoria, prodiga di belle parole e di poco coraggio.

Buon ascolto!

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