ANDRÀ TUTTO MALE? Partite Iva al collasso. Attività chiuse. Tasse da pagare. Paura crescente.

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Con la partecipazione di Cira Di Feo, presidente Legal Professional Network e Fausto Russo, imprenditore.

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Gli effetti della crisi economica e sociale causata dalla pandemia, cominciano a prepotentemente ad emergere. E questo è solo l’inizio. Non vogliamo creare allarmismo, bensì spronare gli italiani ad attivismo costruttivo che possa tornarci utile nei mesi che verranno. Siamo molto preoccupati per il clima di paura e di rabbia che sta dilagando nel Paese. Ma la minaccia più pericolosa in questo momento è rappresentata dall’incertezza: quella di non capire cosa sta accadendo, e di non sapere cosa accadrà nei prossimi mesi o addirittura la prossima settimana. E a tenere svegli la notte molti italiani non è tanto il pensiero di contrarre il Covid, quanto l’ansia di rimanere senza soldi e un lavoro, di chiudere le proprie attività, di essere strangolati dai debiti. Fausto Russo, è un imprenditore di 38 anni. A marzo si è ammalato di Covid ed ha dovuto trascorrere più di un mese in ospedale, di cui sette giorni con il casco pressurizzato. Ha rischiato la vita, ma alla fine è riuscito a sconfiggere “il mostro”, come lui chiama. Ai microfoni di Radio Sparlamento ha raccontato l’odissea che ancora sta vivendo, perchè Fausto è anche un imprenditore e in questo momento sta affrontando una dura battaglia contro un altro “mostro”, per cercare di tenere in vita la sua attività. Questo mostro è stato generato da una politica che non ha saputo pianificare adeguatamente e individuare le esigenze dei diversi settori economici – ci ha spiegato Cira Di Feo, specializzata in gestioni delle crisi, mediazioni e sovraindebitamento. Gli esperti ingaggiati per gestire le task force di Palazzo Chigi, vantano nomi altisonanti e strepitosi curriculum, ma mancano di una visione territoriale e della capacità di individuare le esigenze materiali dei singoli settori produttivi, quelle che fanno la differenza tra rimanere aperti o chiudere le attività.

I “ristori” sono troppo esigui rispetto alle perdite subite, e non si è agito sulle spese vive che un’attività deve sostenere. Nel decreto di ottobre sulla sospensione dei pagamenti delle cartelle esattoriali, inoltre, non è stata inserita la proroga dei pagamenti delle rate riferite alla Rottamazione-ter, ciò significa che oltre 10 milioni di italiani il 10 dicembre dovranno ricominciare a pagare le rate, se non vorranno perdere il beneficio della rateizzazione. Ci sarà un’ulteriore proroga? Il punto è proprio questo: non si può aspettare fino all’ultimo giorno per sapere se interverrà o meno un decreto dell’ultima ora. I cittadini sono troppo stressati da questa condizione di incertezza. C’è poi la questione fiscale, che Cira di Feo ha ben messo in risalto: con quali soldi gli italiani pagheranno le tasse previste per novembre e dicembre? Come si fa in questo momento a chiedere agli imprenditori e professionisti un anticipo delle tasse che dovranno pagare nel 2021, per giunta calcolato sui redditi dello scorso anno?

Noi ci auguriamo che il decisore politico comprenda la necessità di un cambio nella politica legislativa e anche nel modo di comunicare al paese le notizie. Non è un accusa, quanto un invito a fare diversamente e in fretta, poiché il fattore tempo è fondamentale. C’è una parte di questa Italia, quella che ha sempre prodotto ricchezza materiale e intellettuale, che è pronta a dare suggerimenti e avanzare proposte, a cui non interessano i colori politici ma le politiche efficaci. E’ l’Italia che non vuole mollare, e che non va delusa.

Buon ascolto!

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