Appello dei cittadini italiani al presidente della repubblica, sergio mattarella

APPELLO DEI CITTADINI ITALIANI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SERGIO MATTARELLA

Signor Presidente,

in questo difficile momento ci appelliamo a Lei, al nostro Capo dello Stato, a cui la Carta Costituzionale ha affidato il compito di rappresentare e difendere l’Unità Nazionale. La nostra società sta morendo, e non a causa di un virus, bensì in ragione della manifesta incapacità dell’attuale classe politica, tanto di maggioranza quanto di opposizione, di reagire con capacità di giudizio a questa emergenza.

Siamo diventati, nostro malgrado, spettatori “paganti” di una guerra tra fazioni politiche che mancano di senso istituzionale, laddove in questo frangente storico le Istituzioni democratiche dovrebbero dare prova di autorevolezza e rappresentare il Paese con senso di responsabilità. In questi mesi le Aule parlamentari sono state ridotte a degli sfogatoi, dove avanzare accuse reciproche e rivendicare verità che nessuno possiede. Ma le parole sono pietre che si abbattono su animi già feriti, e fanno male. Non possiamo più permetterci di rimanere silenti. La posta in gioco è troppo alta, e a rischio c’è la nostra stessa sopravvivenza.

C’è un’Italia che ogni giorno si confronta con sfide ed incertezze, che progetta, costruisce e produce ricchezza intellettuale, culturale e materiale per tutto il Paese. Noi, Presidente, rappresentiamo questa Italia. L’Italia che, specialmente in questo difficile momento, è stata trattata con poco rispetto, ed a cui si è chiesto troppo. L’Italia che nonostante tutto, non si arrende e vuole continuare a costruire, a progettare, a sognare.

Ma il vero dramma che sta vivendo il nostro Paese è più complesso, e pericoloso. Siamo preoccupati, perché l’incertezza e il senso di ingiustizia stanno mettendo a rischio i legami sociali che tengono in piedi la nostra comunità. C‘è chi insegue pretese oltre i bisogni; c’è chi sta perdendo le proprie attività senza avere le possibilità economiche di ricominciare daccapo; c’è chi ha un lavoro, che però non riesce a garantirgli di essere autosufficiente; e poi c’è chi non riesce a sopravvivere. Infine, c’è chi mantiene in vita questo sistema. L’irresponsabilità politica, sta mettendo l’uno contro l’altro le diverse formazioni sociali ed economiche di questo Paese. E sta diventando una guerra di tutti contro tutti, contro nemici reali o immaginari.

Signor Presidente, Lei è l’unico che può riportare buon senso e una visione comune laddove è mancata, prima che si oltrepassi il punto di non ritorno. Quando le Istituzioni chiedono coraggio ai cittadini, per essere credibili, devono prima di tutto mostrare loro stesse di avere coraggio e di essere all’altezza della situazione. Questo significa anche andare oltre il “politicamente corretto”, poichè non è il momento di rifugiarsi dietro competenze che si allargano e si restringono a seconda delle convenienze. Le situazioni di emergenza non possono essere affrontate con ordinarie soluzioni.

Vorremmo vedere Lei, Presidente, andare in onda a reti unificate per parlare a tutti gli italiani. Per rassicurare i nostri animi inquieti, per aiutarci a trovare un senso ai sacrifici che ci vengono chiesti di compiere. Non bastano più le dichiarazioni estemporanee, occorre prendere in mano il timone che non ha più una giuda affidabile. Allo stesso modo, Presidente, vorremmo vederLa in Parlamento a riportare ordine nel caos delle parole e delle idee, a rinvigorire gli animi dei nostri parlamentari, a farsi portatore dell nostre istanze.

Chiediamo che il Parlamento costituisca una Commissione Bicamerale con poteri speciali, allargata ai rappresentanti delle Regioni, per la trattazione di tutte le tematiche che afferiscano all’emergenza sanitaria, economica e sociale causata dal Covid-19, e che abbia funzioni legislative e di controllo sull’attuazione degli interventi normativi emanati. Basta Cabine di regia. Basta Comitati e Task force. Soprattutto, chiediamo che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) venga concordato e non ratificato dal Parlamento. Il compito di decidere politiche a debito che noi cittadini ci troveremo a pagare fino al 2058, non può essere demandato in via esclusiva ad un Esecutivo, che tra l’altro si è formato sulla base di logiche parlamentari e non di un effettivo consenso elettorale. Se sbagliamo adesso, il nostro futuro sarà irrimediabilmente compromesso.

Signor Presidente, vogliamo partecipare attivamente alla vita democratica del nostro Paese, intervenire in maniera costruttiva alla rigenerazione nazionale, essere custodi dei valori della nostra Costituzione. Siamo ad un passo dal formarsi di una frattura sociale e civile, che nessuna logica economica potrà ricomporre. Nonostante l’amarezza e le difficoltà continuiamo a credere che la soluzione debba essere trovata dentro e non fuori le Istituzioni. Questa è la nostra testimonianza, il nostro grido di dolore e di speranza, che consegniamo nelle Sue mani.

Con stima e gratitudine

FIRMA L' APPELLO

L'appello al Presidente della Repubblica è un'iniziativa di Radio Sparlamento. Per aderire, compila il form.

La Radio che Ascolta prima di essere Ascoltata!

SOSTIENI RADIO SPARLAMENTO

ABBIAMO BISOGNO DEL TUO AIUTO PER POTER CONTINUARE AD  OFFRIRE UN’INFORMAZIONE LIBERA,  INDIPENDENTE E COMPETENTE. UN CONTRIBUTO MINIMO POTRÀ FARE LA DIFFERENZA PER IL NOSTRO LAVORO.