GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELLE DONNE, 8 MARZO 2021.

donneche corrono coi lupi

Con la senatrice Cinzia Leone (M5S), vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno del femminicidio.

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Probabilmente, chiamarla “festa della donna” è fuorviante. Con ben 12 donne vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno, rimane poco da celebrare e molto da riflettere. Oggi, però, vogliamo focalizzare l’attenzione sui diritti della donna anziché sulla violenza che viene consumata a suo danno, anche perché non vogliamo confondere questa ricorrenza con la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che, istituita nel dicembre 1999, si svolge ogni anno il 25 di novembre.

Qualsiasi forma di discriminazione trova le sue radici nella mancanza di una cultura del rispetto che porta a non vedere l’altro, e non riconoscendolo lo si umilia fino alla distruzione: morale e fisica. Motivo per cui in questo podcast, insieme alla senatrice Cinzia Leone, abbiamo cercato di intraprendere una discussione sui diritti ancora negati alle donne, a volte riconosciuti solo a parole.

Abbiamo, quindi, preso spunto dal testo di una famosa canzone scritta nel 1972 da John Lennon e Joko Ono: un vero manifesto di denuncia della condizione femminile. “La donna è il negro del mondo” – cantava il grande cantautore – “la costringiamo a dipingersi la faccia e a ballare. Se non vuole essere una schiava, le diciamo che non ci ama. Se è vera, le diciamo che cerca di essere un uomo. Mentre la umiliamo, fingiamo che ci sia superiore (…) la costringiamo a portare in grembo e allevare i nostri figli e poi la lasciamo avvilita perché è diventata una femmina vecchia e grassa. La insultiamo tutti i giorni in TV e ci meravigliamo perché non ha coraggio o fiducia. Quando è giovane uccidiamo la sua voglia di essere libera (…) La donna è la schiava degli schiavi (…) se non mi credi dà un’occhiata a quella con cui stai (…) se mi credi, è meglio che tu lo grida forte … pensaci … fa’ qualcosa in proposito”.

In questo momento storico “fare” diventa un imperativo, significa soprattutto non rimanere a guardare con indifferenza o armarsi solo di buone intenzioni. La senatrice Cinzia Leone è animata da caparbietà e determinazione, lo si comprende dalla forza delle sue esternazioni. Occuparsi a tempo pieno di femminicidio significa confrontarsi ogni giorno con casi di violenza e di morte. Sono immagini e sensazioni che o ti scivolano addosso oppure ti rimangono aggrappate, e fanno male. Una donna forte, e Cinzia Leone lo è, ha la capacità di trasformare la sofferenza in qualcosa di costruttivo e spezzare quel circolo vizioso che si nutre di violenza. Questa è una peculiarità delle donne, e per questo è importante che ad esse sia data la possibilità di rappresentare la società in posti in cui possano fare la differenza. In questo caso, possiamo dire che Cinzia Leone è la donna giusta al posto giusto per avviare l’auspicato cambiamento.

Tra ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare, c’è una società che di dice cosa dobbiamo essere attraverso stereotipi che per secoli hanno lasciato la figura della donna ai margini. Detto in altro modo, nell’evoluto Occidente c’è chi pensa ancora che la donna sia una costola di Adamo. Il dramma è che molte donne, anche solo inconsciamente, credono ancora a questa versione dei fatti. C’è una voce atavica che bisbiglia nella mente di ogni donna, anche la più emancipata, ricondandole questa storia. A quella voce non dobbiamo più credere. A quella voce, non dobbiamo più dare forza.

Buon ascolto!

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