GLI ACCORDI DI DAYTON 25 ANNI DOPO. IL PROCESSO DI EUROPEIZZAZIONE DELLA BOSNIA ERZEGOVINA

DAYTON

EUROBALCANI – Con l’europarlamentare Anna Cinzia BONFRISCO (Gruppo Lega-ID), e Gaetano MASSARA, analista politico dei Balcani.

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Sono trascorsi oramai 25 anni dalla firma degli Accordi di Dayton, che posero fine alla sanguinosa guerra in Bosnia dei primi anni Novanta. Una “pace imperfetta”, risultato di un difficile compromesso, necessaria per permettere la pacifica convivenza tra le diverse etnie presenti sul territorio: bosgniacchi, serbi e croati. Un precario equilibrio che, nonostante le persistenti criticità, ha permesso alla Bosnia Erzegovina di chiedere nel 2016 l‘adesione all’Unione europea. A differenza di altri paesi dei Balcani (come Albania, Serbia e Macedonia del Nord), il percorso della Bosnia Erzegoniva per entrare nella grande famiglia europea necessiterà ancora di diversi anni per arrivare a compimento, e non si realizzerà fintantoché le 14 priorità individuate dalla UE non si saranno trasformate in riforme concrete. Nonostante ciò, è indubbio che il processo di europeizzazione della Bosnia Erzegovina sia già in corso. In questo senso, la realizzazione dell’allargamento dipenderà anche dall’atteggiamento dell’Europa, che dovrà saggiamente accompagnare il necessario processo di democratizzazione politico-economico e culturale bosniaco. Diversamente, esiste il rischio concreto che altri “competitor” ( in primis Russia e Cina, ma anche la Turchia) possano allontanare la Bosnia Erzegovina dall’Europa. Da questo punto di vista, l’Italia è chiamata a giocare un ruolo determinante.

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