IL CASO GIORDANIA. IL RE È MORTO? QUALE MEDIO ORIENTE DOPO ALA MORTE DI ABD ALLAH II?

epa06324569 King Abdullah II of Jordan gives the Throne speech at inauguration of the 18th parliament session in Amman, Jordan, 12 November 2017. The Jordanian king gave the throne speech to open the 18th Parliament's second ordinary session to guide the government with a working program for the coming phase.  EPA/STR

RISIKO – Con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication.

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Lo scorso 30 novembre, l’opposizione giordana ha fatto trapelare la notizia di una presunta “morte cerebrale” del re Abd Allah II, ed ha chiesto al sovrano di presentarsi in Parlamento per sfatare queste voci. Le condizioni di salute del sovrano, infatti, negli ultimi tempi non sono apparse buone. Malato di cuore e provato da continue crisi depressive, re Abd Allah II, ha ridotto notevolmente le sue apparizioni pubbliche e, secondo voci di Palazzo, sembrerebbe diventato molto irascibile anche nei confronti dei suoi più stretti collaboratori. Ad ogni modo, proprio per porre fine alle speculazioni sul suo stato di salute, il sovrano ha convocato il Parlamento per il prossimo 10 dicembre.

Come cambierebbero gli equilibri nel Medio Oriente se il Regno hashemita dovesse realmente prepararsi ad una successione al trono? Non è una questione da sottovalutare, dal momento che la Giordania è una chiave di volta per l’architettura medio orientale: attore fondamentale nella questione palestinese; mediatore tra Arabia Saudita e Iraq; partner nei recenti accordi energetici con Egitto e Iraq; interlocutore importante per il contrasto al terrorismo jihadist; argine diplomatico nei confronti della politica espansiva della Turchia. L’erede al trono, Husayn ibn ‘Abd Allah, si troverebbe a ventisei anni a gestire rapporti diplomatici che si mantengono in bilico sul filo del rasoio. A tutto ciò, si aggiunge la questione dei profughi. Circa 800 mila migranti, la maggior parte dei quali sono siriani, “fantasmi” senza identità e senza prospettive per il futuro. Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, ai microfoni di Radio Sparlamento, hanno condiviso la loro esperienza “sul campo” in territorio hashemita e tra i profughi siriani, dandoci la possibilità di comprendere le sfaccettature politiche, le contraddizioni, i possibili scenari geopolitici che ruotano attorno al Regno hashemita della Giordania.

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