IL PREZZO DELLA COMODITÀ – Con Eva Alessi, Responsabile Consumi Sostenibili del WWF Italia

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IL PREZZO DELLA COMODITÀ – INTERVISTA A EVA ALESSI, WWF ITALIA
con la partecipazione di Fabio Massimo Del Moro, gruppo juniores “Stop all’inquinamento”

Viviamo in una società che ci costringe a tenere costantemente il piede sull’acceleratore e, per adeguarci alle circostanze, cerchiamo di “ottimizzare” le nostre giornate in modo da risparmiare tempo. Tuttavia, le “comodità” che rispondono all’esigenza di facilitare le nostre azioni quotidiane, possono nascondere delle insidie. Il rischio è quello di adagiarci in una “zona confort” oltre la quale la nostra mente non osserva ( e non pensa). In un certo senso si crea una sorta di involontaria “coazione a ripetere” in merito ad alcuni comportamenti quotidiani, in ragione della quale smettiamo di interrogarci sulle conseguenze del nostro agire. E’ così che si sono generati dei veri disastri ambientali, che tutti noi abbiamo contribuito a creare negli ultimi venti anni. E’ quindi arrivato il momento di tirare il freno a mano e ascoltare la nostra coscienza. L’uso distorto della plastica sta distruggendo il Pianeta e compromettendo il futuro delle giovani generazioni. La domanda è: a cosa siamo disposti a rinunciare per salvaguardare l’ecosistema della Terra e la sopravvivenza della Vita? Eva Alessi, Responsabile Consumi Sostenibili e Risorse Naturali del WWF, ci offre in questa intervista l’opportunità di riflettere sulle nostre abitudini dannose, comprenderne gli effetti e, soprattutto, ci propone un’alternativa ecologica. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani. Per capirci, è l’equivalente di un camion di rifiuti gettato in mare ogni minuto per un intero anno. Alla luce di questi dati, è davvero indispensabile utilizzare capsule di plastica per poter gustare un caffè? Possiamo trovare un’alternativa all’uso delle salviette monouso e alle stoviglie uso e getta? Chiediamoci qual è il prezzo della nostra comodità, anche in merito alla nostra stessa salubrità. Dobbiamo sempre tenere a mente che la plastica non si degrada mai, si frammenta soltanto. E sono proprio le microplastiche a creare un inquinamento “invisibile” dalla portata catastrofica. Un recente studio italiano del 2020, pubblicato sulla rivista Environmental Research, ci dice che le microplastiche sono presenti non solo nei pesci, molluschi e crostacei, ma anche nella frutta e nella verdura. Non solo. Una ricerca internazionale pubblicata su Science dalle Università di Manchester, Durham e Brema, insieme al Centro oceanografico britannico (Noc) e l’Istituto francese di ricerca per lo sfruttamento del mare, ha dimostrato che nel fondale marino del Mar Tirreno c’è la più alta concentrazione di microplastiche: 1,9 milioni di per ogni metro quadrato di superficie. Il prezzo della nostra comodità è diventato veramente troppo alto.

Eva Alessi, responsabile Consumi Sostenibili del WWF Italia

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