LA GUERRA DEI SATELLITI. LA GEOPOLITICA NELLO SPAZIO.

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RISIKO – Con l’on. Roberto Ferrari, capogruppo Lega Commissione Difesa della Camera, Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication.

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Il 24 ottobre 1946 un razzo effettuò per la prima volta una foto della Terra dallo spazio. Da allora, il cielo sopra nostre teste si è affollato di migliaia di infrastrutture spaziali dalle molteplici funzioni. Circa 6.000 satelliti che osservano la Terra , e forse anche noi. Studiano l’atmosfera, i cambiamenti climatici, monitorano il suolo, fanno funzionare i nostri cellulari, ci permettono di trovare una strada e analizzano le previsioni meteorologiche. Ma la corsa allo spazio non si è fermata al campo scientifico e commerciale, e sempre di più sono i sistemi satellitari ad uso militare ad impegnare le grandi potenze internazionali.

Il cyber spazio è considerato il quinto dominio di guerra, destinato a diventare sempre più determinante negli equilibri strategici e geopolitici. Del resto, la sopravvivenza della società globale è oramai estremamente dipendente dalle tecnologie legate al ciberspazio. Ciò significa che, in un’ipotetica guerra, non sarà più necessario schierate migliaia di militare per invadere il territorio nemico, piuttosto basterà distruggere gli apparati di comunicazione che provvedono a fornire energia elettrica oppure l’approvvigionamento di acqua ad una comunità. Quella che negli anni Ottanta era considerata fantascienza, oggi è divenuta una realtà plausibile, sicuramente da prendere seriamente in considerazione come una concreta probabilità. Non a caso anche l’Italia, come ci ha spiegato l’on. Roberto Ferrari, sì è recentemente dotata di un Comando per le operazioni spaziali. La guerra dei satelliti, è appena iniziata.

Buon ascolto!

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