LA POLIZIA PENITENZIARIA. L’ALTRA FACCIA DEL CARCERE

3D render of a crime scene tape against defocussed background

NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER – Con Giulia Schioppetto, criminologa e psicologa, con la partecipazione di Enrico Pauletto, criminologo.

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In questa puntata di “Nella mente del serial killer”, Giulia Schioppetto ci ha introdotto all’interno del mondo carcerario per farci conoscere “l’altra faccia” del carcere, quella che riguarda la Polizia Penitenziaria. Gli agenti di polizia penitenziaria “condividono” il carcere con i detenuti: gli stessi spazi e la tensione che è parte integrante di quel contesto. Ogni giorno si trovano a fronteggiare situazioni di enorme criticità: la rabbia, l’aggressività, gli atti violenza, i tentativi di suicidi, a dover farsi carico di tutte le richieste dei detenuti. L’agente di polizia penitenziaria quando è in servizio non può mai distrarsi, e ciò determina un innalzamento del livello di attenzione psico fisica che può compromettere la salute della persona, anche dopo la conclusione del suo turno di servizio. Da questo punto di vista, gli agenti della Polizia Penitenziaria sono lasciati a loro stessi. Pochi sono in Italia i servizi di supporto anche psicologico, e la frustrazione così come il tasso dei suicidi tra gli agenti, sono in aumento. La dr.ssa Giulia Schioppetto e il dr. Enrico Pauletto, ai microfoni di Radio Sparlamento hanno anticipato un progetto a cui stanno lavorando, che ha la finalità proprio di ridurre lo stress a cui sono sottoposti gli agenti di polizia penitenziaria ( sindrome di burnout). Un supporto psicologico e di rinforzo motivazionale, che può sostenere gli agenti nello svolgimento delle loro mansioni e consentirgli di non vivere le dinamiche del carcere nell’ambito della loro vita personale, quando non indossano più la divisa. Buon ascolto!

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