LA PROSSIMA CRISI POTREBBE NON ESSERE UNA PANDEMIA. L’ALLARME DEL GENERALE VECCIARELLI AL PARLAMENTO.

Audizione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, nell’ambito dell’esame del Documento programmatico della Difesa 2020/22 – Commissioni Riunite Difesa di Camera e Senato.

L’audizione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, che si è svolta lo scorso mercoledì nelle Commissioni Riunioni Difesa di Camera e Senato, ha messo in evidenza la mancanza di una visione strategica del nostro Paese in una prospettiva geopolitica globale. Il Generale Vecciarelli, seppure con il garbo istituzionale che compete ad un rappresentante delle Forze Armate, ha detto chiaramente ai parlamentari delle Commissioni Difesa di Camera e Senato che, se non ci sarà il cambio di paradigma da parte della politica, ci aspettano scenari potenzialmente disastrosi.

“La prossima crisi potrebbe non essere una pandemia.” – ha avvertito il Capo di Stato Maggiore della Difesa – “Non viviamo più in un mare calmo e ciò che sta accadendo nei Balcani, in Medio Oriente e in Africa è totalemnte diverso dallo scenario con cui ci siamo confrontati soltanto qualche anno fa”. Il Mediterraneo è diventato “un’area multivettoriale a complessità crescente, dove è sempre più marcata la competizione tra gli Stati”. In particolare, nel Medio Oriente competitor internazionali “spregiudicati” hanno recuperato posizioni e ruoli, ribaltando la situazione precedente che vedeva l’Italia in vantaggio nei rapporti bilaterali. Questa competizione – ha affermato il Generale Vecciarelli – “sta minando le basi della valenza nazionale presso numerosi interlocutori di primo piano per l’italia, destando forti preoccuazioni”.

In questo scenario, la Difesa nazionale presenta delle evidenti vulnerabilità, dovute alla mancanza delle necessarie risorse per mettere le Forze Armate in condizione di gestire le crisi che si vanno a delineare. Il Capo di Stato Maggiore parla di una “incrongruenza tra le risorse assegnate e il fabbisogno dello strumento della Difesa”, con danni evidenti in termini di operatività, prontezza ed efficienza delle risposte messe in campo. Le risorse di cui dispone la Difesa per assolvere ai suoi compiti sono pari a 22,9 miliardi di euro. A questa somma vanno tolte le risorse necessarie per mantenere la sicurezza sul territorio, demandata all’Arma dei Carabinieri. Si arriva quindi a 15,3 miliardi, che vanno suddivisi in tre voci di spesa: 10,36 miliardi sono per il personale, pari al 68% delle risorse; 2,14 miliardi per l’esercizio, pari al 14% del totale; soltanto 2,81 miliardi, pari al 18%, assegnati per gli investimenti. A questi stanziamenti, in un quadro di bilancio integrato, vanno aggiunti i Fondi del MISE e i finaziamenti per le Missioni internazionali. Tuttavia, la situazione non cambia di molto, e le criticità di bilancio sono evidenti. Di certo siamo lontani dal raggiungimento della soglia del 2% del Pil prevista dalla NATO ( attualmente la soglia italiana è dell’1,21%), così come siamo lontani dalla ripartizione del budget nelle quote 50-25-25, riconosciuta a livello internazionale come standard per il corretto funzionamento dello strumento militare.

La conseguenza di questa incapacità strutturale – spiega il Generale Vecciarelli – è quella di dovere assumere delle “scelte dolorose, di salvataggio selettivo”. Le minacce, però, sono incombenti. Siamo vulnerabili per quanto riguarda le nuove tecnologie digitali, il ciber e lo spazio e, senza un’inversione di questo trend, si potrebbero aprire scenari tragici. Ergo, servono investimenti urgenti. Uno di questi scenari, potrebbe essere l’eventuale sospensione di servizi essenziali, di cui il Paese non ha il controllo e la piena sovranità di alcune funzioni. C’è poi la questione delle operazioni spaziali, settore che sarà sempre più cruciale negli equilibri internazionali, tant’è che nei prossimi anni – spiega il Generale Vecciarelli – ci saranno migliaia di satelliti che gireranno attorno alla Terra. Gli USA hanno appena investito 20 miliardi di dollari in questo settore; la Francia di recente ha stanziato 4 miliardi; l’Italia ha aperto un Comando per le operazioni spaziali: il budget attuale è di 0,00 euro.

Occorre ripensare alla Difesa come priorità indispensabile e strategica di politica estera e di sicurezza nazionale. Occorre che queste notizie siano conosciute dai cittadini, ignari delle scelte poco avvenute del decisore politico. Stiamo perdendo di vista il futuro del Paese. Quel che è peggio, è che lo stiamo negando alle giovani generazioni.

Cristina Del Tutto
direttore Radio Sparlamento

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Un pensiero su “LA PROSSIMA CRISI POTREBBE NON ESSERE UNA PANDEMIA. L’ALLARME DEL GENERALE VECCIARELLI AL PARLAMENTO.

  1. Per fortuna, che in questa crisi pandemica, ci sono personalita’ come il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, sia lucido ed attento a quanto stia succedendo al di fuori della ‘vortice di pandemia’. E’ quell’ultima cosa che la gente comune, presa dalla situazione manicomiale di questa pandemia, possa occuparsi o anche a preoccuparsi. Complimenti al Generale Vecciarelli.

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