LA REINTEGRAZIONE SOCIALE DEL REO, TRA RIEDUCAZIONE E GIUSTIZIA RIPARATIVA

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Con la sen. Bruna Piarulli (M5S), Commissione Giustizia del Senato, il prof. Marco Monzani, criminologo e giurista, la dr.ssa Giulia Schioppetto, criminologa e psicologa

Quando viene commesso un fatto criminoso, lo Stato si trova a dover contemperare due esigenze sociali diverse. Da parte la rieducazione del condannato, che quando avrà terminato di scontare la sua pena tornerà vivere nella comunità; dall’altra la tutela delle vittime del reato, in ogni sede opportuna. Una ricerca di contemperamento tra istanze diverse che nel nostro Paese risente della ormai atavica assenza di adeguate politiche, dal momento che soltanto negli ultimi anni il legislatore è intervenuto ( e a rilento) con adeguati provvedimenti. La prolungata disattenzione del decisore politico, ha acuito la frattura sociale tra quanti rivendicano i diritti dei detenuti e coloro che reclamano anzitutto i diritti delle vittime. Ciò significa che, per ottenere i risultati sperati, la politica dovrà muovermi in maniera sincronizzata, considerando il percorso rieducativo del ristretto e la tutela delle vittime di reato come le due facce della stessa medaglia.

La senatrice Bruna Piarulli, oltre ad essere membro della Commissione Giustizia del Senato, vanta un’esperienza ventennale come direttrice di Istituti penitenziari. Ai microfoni di Radio Sparlamento ha raccontato dell’impegno del Governo in merito alle problematiche che ruotano attorno al sistema carcerario: dal provvedimento che ha previsto la possibilità di colloqui giornalieri tra detenuti e figli minori, a quello sul lavoro penitenziario (di cui peraltro la senatrice Piarulli è stata relatrice). Il legislatore ha ingranato la marcia giusta? Di certo la presenza nelle sedi legislative di professionisti del settore, che conoscono le dinamiche del sistema carcerario in prima persona, costituisce un punto di forza che può agevolare il cambiamento. La sen. Pariulli, tra l’altro, si sta battendo affinché si agisca anche a livello di edilizia penitenziaria, in particolare per eliminare nelle carceri i “bagni a vista” nelle celle, che ledono anzitutto i diritti fondamentali della persona.

Il passo successivo e fondamentale da compiere, riguarda proprio la giustizia riparativa. Il prof. Marco Monzani e la dr.ssa Giulia Schioppetto, concordano su un fatto: è essenziale risanare con urgenza la frattura sociale che si è creata, poiché al momento delle vittime, terminato il percorso giudiziario, non si occupa più nessuno. “Le vittime isolate – spiega il prof. Monzani – rischiano in questo modo di vivere una seconda vittimizzazione”. Da questo punto di vista, tutti gli interlocutori intervenuti convergono sull’importanza di valorizzare l’istituto della “mediazione”, attraverso cui la vittima e l’autore del reato possono risanare la frattura che si è venuta a creare a seguito del fatto criminoso. Tuttavia, occorrono adeguati strumenti per preparare le vittime alla conciliazione, che oggi non esistono. Una soluzione a questo problema, è stata avanzata proprio dalla dr.ssa Schioppetto, che ha ricordato l’importanza di una figura professionale che in altri Paesi ha già dato considerevoli risultati: quella del “facilitatore”, a cui dovrebbe essere affidato il compito di coinvolgere la vittima ai programmi di giustizia riparativa. In altre parole, bisogna creare un “percorso virtuoso” che coinvolga e metta in collegamento l’autore del reato, le vittime e la comunità, affinché il carcere venga considerato un contesto all’interno del territorio, non come un’entità avulsa da questo. Per raggiungere questo risultato occorre investire in figure professionali che siano in grado di trasformare una narrazione violenta in un processo di consapevolizzazione. “L’autore del reato” – ci ha spiegato il prof. Monzani – “deve avere ben chiaro che la cosa peggiore che ha fatto non è stata quella di avere violato una articolo del codice penale, bensì quella di aver provocato dolore e sofferenza ad un’altra persona”.

La senatrice Bruna Piarulli, per quanto di sua competenza, ha assicurato tutto il suo sostegno per la ripresa del percorso legislativo del provvedimento governativo sulla giustizia riparativa.

Buon ascolto!

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