L’acciaio cinese a basso costo sta per (s)travolgere il settore siderurgico italiano ed europeo.

patuanelli

L’informativa del Ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che si è svolta alla Camera lo scorso 26 maggio, è occasione per riflettere sulla crisi del settore siderurgico, in Italia quanto nel resto del mondo. Il nostro Paese manca di un piano industriale nazionale, in un settore che rimane strategico per la nostra economia: più di 40 miliardi fatturati lo scorso anno e un indotto occupazionale che, tra lavoratori diretti e indiretti, impiega circa 300 mila dipendenti. La sovra eccedenza di acciaio a basso costo proveniente soprattutto dalla Cina (che da sola produce il 53 per cento dell’acciaio globale) causata dalla politica dei dazi dell’amministrazione Trump, sta per riversarsi sul mercato europeo. Le conseguenze per il settore nel nostro Continente, specialmente in questo momento emergenziale, rischiano di essere veramente disastrose. Nonostante ciò, l’Europa si mostra ancora una volta assente, ed ogni Paese reagisce a questa minaccia e alla crisi economica in ordine sparso. L’Europa e il mondo intero hanno vissuto momenti tragici a causa della “guerra siderurgica”. Tre date sicuramente da ricordare: 1870, 1915, 1940. E non dimentichiamo che alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il primo passo per la crearezione l’Unione europea fu proprio l’istituzione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Se la situazione dovesse sfuggire di mano il rischio è che il passato torni a bussare alla porta del nostro presente, poiché la produzione di acciaio nel mondo è ancora in grado di condizionare le dinamiche internazionali. In questo video, Sparlamento propone la sintesi dell’informativa parlamentare attraverso le dichiarazioni del Ministro Patuanelli e degli interventi dei rappresentanti dei diversi partiti, per fornire una panoramica generale dell’attuale dibattito nazionale su questo setto

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