LUI È MORTO. IO SONO LA VITTIMA. IL CASO DI VALENTINA PITZALIS

Copia di per ammazzarti maglio

PER AMMAZZARTI MEGLIO – Conduce Ilaria Bonuccelli. Con la partecipazione di Maria Francesca Chiappe, caporedattrice de L’Unione Sarda.

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Valentina Pitzalis

Il 17 aprile 2011 Valentina Pitzalis si reca dall’ex marito per portargli dei documenti. Lui la cosparge di benzina e le dà fuoco. L’uomo, Manuel Piredda, rimane ucciso nell’incendio doloso da lui appiccato. Valentina riesce miracolosamente a salvarsi. Ai soccorritori racconta del folle gesto dell’ex marito, poi rimane in coma farmacologico per quasi tre mesi. Al suo risveglio riconferma quanto precedentemente dichiarato: suo marito aveva tentato di ucciderla dandole fuoco. Le indagini degli inquirenti conducono alla medesima conclusione. Ma l’incubo per Valentina è solo iniziato. I genitori di Manuel Piredda, accusano la loro ex nuora di avere ucciso il loro figlio, e si apre un’indagne: Valentina è accusata di omicidio volontario. Soltanto lo scorso giugno, dopo nove anni dall’incendio, il giudice per le indagini preliminari di Cagliari, archivia il procedimento. In questi anni, Valentina da vittima di un tentato femminicidio è diventata per molti un carnefice, a causa soprattutto di una campagna denigratoria nei suoi confronti lanciata sui social dalla famiglia di Manuel Piredda. Eppure questa giovane donna ha mostrato una forza d’animo esemplare, ritornando a vivere ed a sorridere nonostante le difficoltà quotidiane a cui è sottoposta.

Le conseguenze dell’incendio sono state devastanti per Valentina, che non è più autosufficiente: gravemente sfigurata, ha riportato diverse lesioni sul corpo e sul viso, le è stata amputata una mano, mentre l’altra è gravemente compromessa. Ha bisogno di cure continue e costose, ma secondo la legislazione vigente non ha diritto ad un equo risarcimento. Noi pensiamo che la vicenda di Valentina Pitzalis meriti di essere conosciuta e attenzionata, dalla politica così come dall’opinione pubblica. Un uomo ha tentato di bruciare viva la sua ex moglie. Questa volta è stato il carnefice a morire. Valentina è viva! Dovremmo fare il tifo per lei, ammirare il suo coraggio. Nel suo libro “Nessuno può toglierti il sorriso”, Valentina scrive: “Ho scelto di reagire, ho scelto di vivere, ho scelto di cercare di essere un esempio per chi crede di non avere quella forza dentro di sé, perché io… la depressione non me la posso permettere, non più (…) Quello che, più di tutto, mi ha dato la forza di arrivare fin qui è stata la speranza di poter aiutare tutte le donne che vivono, magari ancora senza essersene rese veramente conto, situazioni di coppia come la mia”.

Buon ascolto!

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