MISSIONE LAVORO. DISUGUAGLIANZA SOCIALE E NUOVE POVERTÀ.

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Con il sen. Tommaso NANNICINI, presidente della Commissione di controllo dell’attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, e il dott. Domenico COSENTINO, responsabile nazionale Formazione del sindacato INPAS.

PUNTATA DI MARTEDÌ 26 MARZO 2021 ORE 15.00

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Gli ultimi dati Istat ci hanno fornito una fotografia dell’Italia tanto impietosa quanto preoccupante: oltre 2 milioni di famiglie e 5,6 milioni di persone che vivono in stato di povertà assoluta. E questi numeri sono destinati a crescere. I prossimi mesi saranno cruciali per la tenuta sociale del nostro paese, poiché di pari passo alla povertà cresce la disuguaglianza sociale. Ci sarebbe molto da dire sui criteri che la politica ha adottato in questo lungo anno di pandemia per arginare la caduta economica nazionale. Ma non è questo il momento per amplificare gli errori commessi. E’ questo il momento di costruire una “rete di protezione” che non faccia più distinzione tra tipologie di lavoratori, disoccupati e poveri. “C’è bisogno di un nuovo patto sociale che metta al centro l’essere umano” suggerisce Domenico Cosentino, e non possiamo che essere d’accordo con questa affermazione. L’auspicio è che questo cambio di paradigma avvenga immediatamente, dacché l’Italia dopo il 30 giugno ci mostrerà un altro volto della pandemia. Per quel momento lo Stato deve essere pronto, diversamente si rischierà una guerra sociale.

Da questo punto di vista, le parole del senatore Tommaso Nannicini mostrano un cambio di passo evidente. Il presidente della Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, parla di creare un “welfare universale”, di superare la divisione tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, di riportare il Reddito di cittadinanza nel perimetro di quella che era la sua funzione ( assicurare un reddito minimo alle persone che si trovano in una condizione di fragilità economica), ed affiancarlo ad un Reddito di formazione. “Ci sono persone che hanno bisogno di servizi di attivazione sociale ancora prima che dei servizi al lavoro, perché non tutti i poveri sono immediatamente occupabili e non tutti i disoccupati sono poveri” ha detto ai microfoni di Radio Sparlamento il sen. Nannicini, e con molta onestà intellettuale ha ammesso che i grandi dimenticati di questa pandemia sono stati i disoccupati, le Partite Iva, i giovani che ancora devono fare il loro ingresso nel mercato del lavoro. “Ci siamo concentrati soltanto sulla cassa integrazione per chi già ce l’aveva”, ha affermato il senatore. E adesso si pensa ad una sorta di Naspi rafforzata per chi è stato escluso.

Si tratta di un rinnovamento, anche dal punto di vista della comunicazione, che ci proietta nel futuro: quello che la pandemia fino ad oggi ci ha impedito di vedere. E’ un primo ma importante cambiamento. Il passo successivo sarà quello di far ripartire l’economia per creare posti di lavoro. Da dove cominciare? Domenico Cosentino non ha dubbi: bisogna sburocratizzare e riformare ( questa volta veramente) i Centri per l’impiego, superando l’esperienza dei navigator.

Buon ascolto!

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