MOZZICONI DI SIGARETTE. MA QUANTO INQUINANO?

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L’INVOLUZIONE DELLA SPECIE – Con la partecipazione di Eva ALESSI, responsabile Consumi Sostenibili del WWF Italia

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L’inquinamento causato dai mozziconi di sigarette gettati praticamente ovunque dai fumatori, è un’emergenza ambientale molto sottovalutata nel nostro Paese, in buona parte perché non si ha un’adeguata informazione in merito all’effettivo impatto inquinante generato da questi rifiuti. In questa puntata de “L’involuzione della specie”, Eva Alessi, responsabile Consumi Sostenibili del WWF Italia, ci fornisce delle buone ragioni per riflettere sulle conseguenze delle nostre “cattive abitudini”. E ciò riguarda non soltanto i fumatori, ma anche tutti i cittadini che ha smesso di indignarsi nei confronti di quelle azioni quotidiane che stanno distruggendo il Pianeta in cui viviamo, e tutte le specie viventi che lo popolano.

Iniziamo col dire cos’è la “cicca” di sigaretta. Il costituente principale del filtro delle sigarette è l’acetato di cellulosa, che è un materiale plastico. In altre parole, è praticamente indistruttibile, poiché la plastica ( lo ricordiamo) non è degradabile, si frantuma soltanto diventando microplastica che entra a far parte delle catene alimentari marine.

Non solo. I filtri gettati in terra continuano ad emettere sostanze inquinanti nell’ambiente, in quanto gli oltre 4 mila agenti chimici (tossici e cancerogeni) presenti nella sigaretta rimangono intrappolati nel filtro, che una volta buttato a terra rilascia le sostanze nell’ambiente.

Alcuni numeri posso chiarire la portata di questa emergenza ambientale. Nel mondo ci sono più di 1,3 miliardi di fumatori che consumano 6 mila miliardi di sigarette ogni anno. Secondo uno studio dell’ENEA, facilmente consultabile su internet, in Italia ci sono circa 13 milioni di fumatori che ogni anno disperdono nell’ambiente 72 miliardi di mozziconi di sigarette, che rilasciano 324 tonnellate di nicotina, 1.800 tonnellate di composti organici volatili, 1.440 tonnellate di catrame condensato, oltre 12 mila tonnellate di acetato di cellulosa.

Sono certa che dopo aver ascoltato il podcast di questa puntata, molti di voi non rimarranno più a guardare in silenzio davanti all’ennesimo mozzicone di sigaretta gettato in ogni dove. Ma non basta. E’ necessario chiedere al nostro “legislatore distratto” norme chiare che prevedano il divieto di disperdere nell’ambiente i filtri delle sigarette nonché i necessari controlli rigorosi a livello locale. La transizione ambientale non significa soltanto produrre macchine elettriche, per arricchire il settore dell’automotive. Non facciamoci prendere in giro! La consapevolezza ambientale inizia dentro ognuno di noi, ed è soprattutto un cambiamento culturale. Dimostriamo di essere una specie degna di vivere su questo straordinario Pianeta!

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