NEXT GENERATION ITALIA – MISSIONE 5: COESIONE E INCLUSIONE

Progetto senza titolo

Con il sen. Tommaso NANNICINI (PD), presidente della Commissione parlamentare di controllo per l’attività degli gestori di forme di previdenza e assistenza sociale.

Puntata di martedì 18 maggio, ore 13.00

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Lo scorso 22 aprile il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha presentato alle Camere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nel quale sono specificate le modalità di utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Next Generation EU. Nello specifico, il PNRR prevede investimenti per 235,6 miliardi di euro, di cui: 191,5 miliardi finanziati attraverso il Recovery Plan; 13,5 miliardi riferiti al fondo supplementare per la politica di coesione, c.d. React-EU; 30,6 miliardi di risorse nazionali che costituiscono un apposito Fondo complementare di finanziamento. In generale, secondo i criteri stabiliti dall’Europa, il 27% delle risorse è destinato alla digitalizzazione, il 40% agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, del 10% alla coesione sociale. Più in generale, il Piano è suddiviso il 6 Missioni o macro aree di intervento: 1- digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; 2 – rivoluzione verde e transizione ecologica; 3- infrastrutture per una mobilità sostenibile; 4 – istruzione e ricerca; 5 – inclusione e coesione; 6- salute.

Le risorse impiegate nella Missione 5 sono pari a circa 27,63 miliardi di euro, suddivise in 3 Componenti o linee di azione: (i) Politiche per il lavoro; (ii) Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore; (iii) Interventi speciali di coesione territoriale. Il Piano specifica che per ciascuna componente sarà accompagnata da una serie di riforme di sostegno.

La Componente 1, Politiche per il lavoro, mira a sostenere i livelli di occupazione, in particolare quella giovanile, attraverso: la definizione e l’ampliamento di misure di politiche attive del lavoro; la riduzione del disallineamento tra le competenze in possesso dei lavoratori e quelle richieste dalle imprese; il sostegno all’imprenditorialità femminile; il potenziamento del Servizio civile universale per i giovani nella fascia tra i 18 e i 28 anni. Nello specifico, si prevede: l’istituzione di un Programma nazionale denominato GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), che prevede un sistema di presa in carico unico dei disoccupati e delle persone in transizione occupazionale che associ la profilazione dei servizi al lavoro alla formazione; il rafforzamento dei Centri per l’impiego e della loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati; lo sviluppo di un Piano nazionale nuove competenze. Per i lavoratori occupati è istituito il Fondo nuove competenze per permettere alle aziende di rimodulare l’orario di lavoro dei lavoratori al fine di favorire attività di formazione. Altra linea di intervento è costituita dalle misure di decontribuzione per il lavoro al Sud e per le nuove assunzioni di giovani e donne.

La componente 2, infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore, mira a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica, a sostenere le famiglie e la genitorialità, potenziando le infrastrutture sociali. In particolare, il rafforzamento delle infrastrutture sociali è volto a migliorare la qualità della vita dei minori, degli anziani e delle persone con disabilità e favorire l’occupazione femminile. Sono previsti anche interventi di rigenerazione urbana e housing sociale. E’ altresì riconosciuto il ruolo dello sport nell’inclusione e integrazione sociale, come strumento di contrasto alla marginalizzazione di soggetti e comunità locali.

La Componente 3, interviene sul riequilibrio territoriale. Nello specifico, è previsto il rafforzamento della Strategia nazionale per le aree interne, con interventi sulle infrastrutture sociali e misure a supporto del miglioramento dei livelli e della qualità dei servizi scolastici e sanitari e dell’imprenditoria giovanile, in particolare nel settore turistico e agroalimentare, nonché investimenti per la sostenibilità delle aree colpite dai terremoti. Sono altresì previsti interventi specifici nelle regioni del Sud, per realizzare infrastrutture e laboratori per il trasferimento tecnologico in contesti urbani marginalizzati da rigenerare. Infine, è previsto l’utilizzo dei beni confiscati alle mafie ai fini della valorizzazione economica e sociale dei territori.

Nei prossimi mesi Governo e Parlamento saranno impegnati nella predisposizione del c.d. cronoprogramma, che dovrà definire le modalità di attuazione di quanto declinato nel PNRR. Entro giugno, quando arriverà il nulla osta definitivo da parte del Consiglio europeo, questa poderosa macchina di riforma comincerà il suo cammino: il Paese non può permettersi margini di errore. Da questo punto di vista saremo tutti chiamati a “vigilare”: protagonisti, nel bene e nel male, del nostro futuro. E il primo passo da fare è verso la conoscenza, dacché essere adeguatamente informati sui contenuti del PNRR è essenziale per poter chiedere conto della sua attuazione. Nell’ambito di questo progetto di divulgazione, ringraziamo il sen. Tommaso Nannicini per le preziose informazioni che ha condiviso con tutti noi.

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