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PER AMMAZZARTI MEGLIO – CON ILARIA BONUCCELLI E LA PARTECIPAZIONE DELL’AVV. ROBERTO BACCHESCHI.

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In questa puntata di Per Ammazzarti meglio, Ilaria Bonuccelli e l’avv. Roberto Baccheschi ci raccontano la storia Silvia (nome di fantasia), un’adolescente di appena 15 anni vittima di violenza sessuale.

Il fatto è accaduto lo scorso luglio a Grosseto proprio a casa di Silvia, che aveva organizzato una festa nella sua abitazione per la fine dell’anno scolastico. Erano presenti una quindicina di amici e compagni, senza la presenza dei genitori di Silvia. L’unica persona maggiorenne quella sera, è stata colei che ha messo a disposizione dei minorenni dell’alcool.

Silvia viene presa di mira da un ragazzo di sedici anni e tre suoi amici. Viene indotta a bere e poi rinchiusa con la forza dentro il bagno, dove per 90 lunghi minuti si consuma la violenza. Silvia piange ed urla. I suoi compagni provano ad intervenire ma quando i giovani violentatori fanno la voce grossa, nessuno reagisce. Nessuno chiama i genitori della ragazza. Nessuno pensa di chiamare le forze dell’ordine. Nessuno tenta di sfondare quella porta per portare in salvo Silvia, nonostante la ragazza maggiorenne abbia successivamente dichiarato agli inquirenti di aver visto attraverso il buco della serratura le immagini di quella violenza. Semplicemente, quando finalmente Silvia è stata “liberata” dal bagno, alcuni “amici” sono andati a “consolarla”. Poi la festa è continuata.

E’ un racconto agghiacciante, che rappresenta prepotentemente l’immagine di una società in cui la violenza non è più riconosciuta, in cui soprattutto i giovani non riescono più a percepire il senso delle azioni che compiono. Da una parte ci sono dei ragazzi di appena 16 anni, che anche dopo la denuncia di Silvia non hanno manifestato alcun pentimento. Dall’altra c’è una giovane vittima, che in più occasioni dinanzi ai magistrati ha addirittura manifestato i suoi sensi di colpa per l’accaduto, perché lei quella sera indossava un top che metteva troppo in evidenza il suo senso prosperoso: se non l’avesse indossato i ragazzi non l’avrebbero stuprato. Questa convinzione dimora ancora nei pensieri di Silvia, ci racconta l’avvocato Baccheschi.

Cosa induce una ragazzina di 15 anni violentata dai suoi compagni di scuola ad attribuirsi la colpa dell’accaduto in ragione del suo abbigliamento? Cosa passa per la testa dei nostri giovani che davanti alle grida di una loro coetanea e amica decidono di non intervenire, di lasciare che l’orribile fatto si compia e continuare a divertirsi?

Noi adulti siamo tutti chiamati a riflettere su questa sorta di assuefazione alla violenza che (nonostante i proclami contro la violenza sulle donne) in qualche modo abbiamo trasmesso alle nuove generazioni. La “globalizzazione dell’indifferenza”, dice Papa Francesco, è una grande minaccia per la società moderna. Cos’altro deve accadere ancora affinché la nostra indignazione bussi alla porta delle nostre coscienze e pretenda giustizia?

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