NON SULLA LORO PELLE. IN DIFESA DI ORSI E LUPI. Intervista a Marco Galaverni, WWF Italia

INTERVISTA A MARCO GALAVERNI, DIRETTORE SCIENTIFICO WWF ITALIA

C’è chi pensa che l’uomo sia il “padrone” di questo Pianeta, che può decidere la Vita e la Morte di tutte le altre specie viventi. Noi pensiamo che la Vita possa essere rappresentata come un grande e complesso ecosistema costituito da tutte le specie viventi, che interagiscono tra di loro in equilibrio. Quando la catena alimentare si spezza, si perde l’equilibrio e l’involuzione ha inizio. “Tutto è collegato – ha spiegato Marco Galaverni, direttore scientifico del WWF Italia – e noi (esseri umani) siamo parte della Natura che ci ospita. Non possiamo tagliare l’albero su cui siamo seduti”. Negli anni Novanta nelle Alpi italiane erano rimasti solo tre esemplari di orsi, dopo la ripopolazione se ne contano circa ottanta. Eppure nei giorni scorsi il presidente della Provincia di Trento ha firmato un’ordinanza di abbattimento nei confronti di una femmina di orso, colpevole senza appello di aver ferito due cacciatori che erano andati “in perlustrazione” per uccidere. Negli anni Settanta sugli Appennini erano rimasti soltanto cento esemplari di lupo, adesso in tutto il territorio nazionale ce ne sono circa duemila. Eppure c’è chi parla di caccia “selettiva” per tutelari gli allevatori. Possiamo invertire questa involuzione. Possiamo tornare a vivere in equilibrio. “C’è spazio per tutti!”. A ricordarcelo è stato Fabio Massimo Del Moro, di soli nove anni. Parole se suonano come un’esortazione, da parte di un bambino che spera di diventare adulto in un mondo che non dovrà piangere specie che su questa Terra non avranno più la possibilità di vivere. Non disattendere le speranze dei più piccoli è un dovere morale nei confronti delle generazioni che presto si troveranno ad essere i protagonisti (umani) di questo mondo. Ognuno di noi può fare la differenza.

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