RUSSIA. L’AGO DELLA BILANCIA TRA USA E CINA.

ore 15.00 - Risiko

RISIKO – Con Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, direttore e condirettore di AGC Communication. Con la partecipazione dell’on. Matteo Perego (FI), Commissione Difesa della Camera; Daniele Pascale, avvocato internazionalista; Andrea Barzon, analista internazionale.

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In questa puntata di Risiko, Antonio Albanese e Graziella Giangiulio, insieme agli ospiti intervenuti, hanno cercato di delineare i possibili scenari che potrebbero aprirsi a seguito dell’esito delle elezioni negli Stati Uniti d’America. E’ nota la posizione anti-russa del nuovo presidente della Casa Bianca, Joe Biden, che prima delle elezioni indicò la Russia di Vladimir Putin, come la principale minaccia per la sicurezza nazionale statunitense. Allo stesso tempo il presidente Biden è conosciuto per il suo atteggiamento morbido nei confronti della Cina. Da queste premesse, diversi osservatori sostengono che assisteremo, da una parte ad un raffreddamento dei rapporti tra Mosca e Washington, dall’altra ad un allentamento delle tensioni politico-commerciali tra gli USA e la Cina. E’ un’ipotesi, nemmeno molto scontata, dacché non è detto che Joe Biden, una volta indossata ufficialmente l’uniforme da presidente degli Stai Uniti, continuerà a sostenere queste posizioni. Ad ogni modo, è indubbio che i nuovi giochi di forza tra la gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, andranno a riposizionare tutti i pezzi dello scacchiere internazionale.

Tra questi giganti mondiali, c’è l’Europa, che da una parte intravede la possibilità di un cambiamento di atteggiamento da parte del neo presidente americano, in senso più paneuropeista; dall’altra ha tutto l’interesse a rivedere le sanzioni contro la Russia, almeno nei settori di maggior interesse per l’economia europea. C’è poi la questione della Turchia, che sta giocando diverse partite a livello internazionale: dalle sue aspirazioni in Medio Oriente, al suo ambiguo ruolo all’interno della NATO, dal momento che la decisione della Turchia di utilizzare i missili antiaerei russi S-400 appare l’ennesima sfida del presidente Erdogan verso l’Alleanza Atlantica.

E’ ancora presto per poter capire come si andranno a modificare gli equilibri internazionali. Le variabili sono tante, e non tutto è scontato come ad un prima osservazione potrebbe apparire. Al momento, infatti, il “nemico” maggiore per gli Stati Uniti resta la Cina, anche perché la Russia si trova oggettivamente in questo frangente in difficoltà economiche e politiche. Il rublo è ai minimi storici; ben cinque ministri si sono dimessi nell’ultima settimana; non esiste ancora una reale successore allo zar Putin. Ciò significa che qualora le voci sulle eventuali dimissioni del presidente Putin fossero vere, si andrebbe a creare un vuoto politico che potrebbe portare la Russia all’irrilevanza internazionale. Stante questa situazione, è improbabile che la nuova amministrazione statunitense possa cambiare repentinamente rotta, specialmente nei confronti della Cina. E non è escluso che gli USA possano chiedere all’Europa una prova di amicizia, ossia una collaborazione per arrestare l’avanzata cinese.

In attesa dell’insediamento del 46° presidente degli Stati Uniti, tutte le grandi potenze si preparano a muovere le loro pedine, studiando tattiche e strategie per guadagnare terreno e non perdere posizioni. Quel che è certo, è che sarà l‘Africa il prossimo campo di battaglia dove si svolgeranno le prossime guerre geopolitiche.

Buon ascolto!

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