SAVONA: Serve un centro di coordinamento per gestire le nuove iniziative legislative europee

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Il prof. Paolo Savona, attuale presidente della CONSOB, è intervenuto questa settimana alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul futuro dell’Unione europea, che si sta svolgendo presso la Commissione per gli Affari Europei. Il presidente Savona le carte le legge, ed è capace anche di interpretarle: attualmente sono in corso 216 tavoli di discussione in Europa, di cui 43 riguardano le nuove iniziative e 44 il riadattamento delle vecchie. Si tratta di una mole legislativa immensa, dove spesso la sintesi si trova nelle clausole e negli allegati. Per comprendere, quindi, la reale portata e l’incidenza di queste iniziative, occorre un coordinamento unico in grado di valutare gli effetti micro e macro di tutte le 213 iniziative. Tutti i Paesi europei – ha dichiarato il prof. Savona – sono provvisti di un nucleo formato da un imponente numero di persone: la Germania ne conta 800, la Francia 600. E in Italia? Anche in questo caso il nostro Paese va in ordine sparso, ognuno attaccato più alle proprie prerogative che al perseguimento del bene del Paese. Esiste un Ministero senza portafogli per le politiche UE, che agisce nell’ambito di un Dipartimento a Palazzo Chigi. Esiste una Direzione Generale al MEF, per gli aspetti economici e finanziari. Esiste un’altra Direzione Generale al MAE, per gli affari generali. Secondo il presidente Savona, in questo momento più che mai, è necessario un coordinamento unico che riferisca direttamente al Presidente del Consiglio. E’ quindi auspicabile che l’Esecutivo riprenda l’esperienza iniziata nel Governo Conte I, quella relativa al Comitato Interministeriale per gli Affari europei (CIAE), che era preposto proprio a questo compito. Nel precedente Governo, la delega a coordinare il CIAE era stata data al Dicastero guidato proprio dal prof. Savona. Peccato, racconta il presidente, che alle riunione del CIAE sia il MAE che il MEF non abbiano mai partecipato, preferendo procedere ognuno per proprio conto. Sarà questo il motivo che ha spinto il prof. Savona ha lasciare il Governo I, preferendogli la presidenza della Consob?

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